Ormai il caldo estremo sta finendo, forse.
Ormai il caldo estremo sta finendo (???).
PER NON DIMENTICARE LE CONSEGUENZE PER CITTADINI E LAVORATORI (VISTO CHE IL 2027 SARÀ SEMPRE PIÙ CALDO!!!) E CHE NEL FRATTEMPO L’INTERESSE DI CITTADINI E LAVORATORI E SOPRATTUTTO... SINDACATI, RISPETTO AI RISCHIO PER LA SALUTE PERT IL CALORE STA DIMINEUNDO riporto, a futura memoria, quello che ho ricevuto a fine giugno dal carissimo amico dott. Gianfranco Camarota, medico del lavoro, un interessantissimo documento di quali sono le motivazioni per cui un Datore di lavoro deve (DEVE!) redigere per la prima volta, se non lo ha mai fatto, o modificare se lo ha già redatto, il Documento di Valutazione dei Rischi (“DVR”), di cui è UNICO responsabile, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/08, (nel seguito “Decreto”), relativamente agli eventi (presenti e futuri) di “emergenza” da temperature calde”.
Il documento che diffondo è relativo appunto alla “emergenza” da temperature calde ed è destinato a tutti i lavoratori (soprattutto agli RLS), che devono pretendere dal proprio Datore di lavoro, secondo le loro attribuzioni di cui all’articolo 50, di ricevere un DVR di TUTTI i rischi presenti nell’ambito lavorativo e in questo caso relativamente al Titolo VIII Agenti Fisici del Decreto (Microclima).
Ricordo che il DVR deve essere oggetto di continuo aggiornamento, ai sensi dell’articolo 28 ???, comma 1 del Decreto.
E la redazione e l’aggiornamento del DVR (articolo 28, comma 1 del Decreto) non devono solo il rischi da caldo, di cui oggi (vista la stagione) si fa un gran parlare, ma TUTTI i rischi per la salute e la sicurezza per i lavoratori (articolo 28, comma 1 del Decreto), indipendentemente dalla stagione...
Marco
Dal dott. Gianfranco Camarota
VALUTAZIONE DEL RISCHIO PER EMERGENZE CLIMATICHE E DELLA ESPOSIZIONE DA RADIAZIONI SOLARI IN AMBIENTE ESTERNO
LETTERATURA DI RIFERIMENTO
A parte gli obblighi di cui agli articoli 17, comma 1, lettera a), 171 e, in generale, di cui al Titolo VIII Agenti Fisici del D.Lgs. 81/08, il Datore di lavoro deve aggiornare il Documento di Valutazione del Rischio da ambienti caldi (moderati e/o estremi), anche secondo la seguente letteratura di riferimento:
- Campagna informativa del Governo su come proteggersi dalle ondate di calore (vedi sito: https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp),
- Conferenza stato regione “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”,
- INAIL guida per i lavoratori esposti “Opuscolo ESTATE SICURA CALDO E LAVORO”;
- Opuscoli informativi per i lavoratori e i datori di lavoro realizzati nell’ambito del progetto WORKLIMATE (CNR, INAIL, USL Toscana, Dipartimento Epidemiologia Regione Lazio) “Decalogo per la prevenzione delle patologie da calore e da esposizione a radiazione solare nei luoghi di lavoro del 2026”
- Linea guida INL contenete le misure necessari alla tutela lavoratori dai danni da calore;
- Manuale INAIL “Il melanoma cutaneo professionale da radiazioni solari, aspetti di interesse medico-legali e prevenzionali”, 2024;
- Ministero della salute “10 regole per ridurre le conseguenze nocive delle ondate di calore ministero della salute”;
- EU.OSHA “New technologies and prevention of occupational risks related to climate change: the case of heat”;
- EU.OSHA “documento” Lavorare al freddo;
- Ministero della Salute: i rischi per la salute da esposizione a calore
- Regione Lombardia ordinanza n. 484 del 09/06/2026
- FAQ su ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026 del presidente della regione Lombardia
- Regione Veneto, DGR 376 del 19/5/26
- Regione Veneto, Ordinanza Z00001 del 22/5/26
- Regione Toscana, Ordinanza 2 DEL 28/5/26
- Rilevazione del rischio calore nel settore manifatturiero trentino Report tecnico dei risultati del questionario
PREMESSA
Il documento EU.OSHA “New technologies and prevention of occupational risks related to climate change: the case of heat”, approfondisce il tema dell’impatto delle emergenze climatiche sulla popolazione lavorativa e non lavorativa.
Tra l’altro il documento individua i pericoli per la salute e la sicurezza dei lavoratori che il cambiamento climatico può generare in diversi contesti, e, in particolare:
- shock termico per i lavoratori esposti ad alte temperature in ambiente esterno;
- radiazione ultraviolette con rischio cancro della pelle;
- incremento dell’inquinamento dell’aria da PM2.5, ozono, allergeni ecc… con incremento del rischio di broncopneumopatia, anche allergica;
- infezione trasmesse da vettori biologici normalmente non endemici nei climi continentale;
- venti climatici estremi quali piogge violente con alluvioni, tempeste di vento, cicloni a carattere tropicale, incendi spontanei.
È quindi sempre necessario, per tutelare la salute dei lavoratori, prestare attenzione e non trascurare le allerte che ormai molte regioni inviano nei cellulari dei cittadini (vedi ad esempio “allerta LOM” in Lombardia), al fine di gestirne i potenziali pericoli legati al clima in:
- ambiente di lavoro interno, correlato al possibile discomfort microclimatico soggettivo di singoli lavoratori, sia in ambienti climatizzati, che non climatizzati;
- ambiente di lavoro esterno;
- trasferte di lavoro.
Ondate di calore
Le “ondate di calore” possono influenzare le attività lavorative e costituire un pericolo (anche) grave per la salute e sicurezza dei lavoratori adibiti in attività svolte all’esterno quali:
- comparto agricolo, florovivaistico, giardinaggio, manutenzione del verde;
- comparto edile, cantieri in titolo IV, lavori stradali, lavori di scavo;
- comparto logistica;
- Attività di ispezioni, controlli, sorveglianza in ambiente esterno;
- forze dell’ordine e VVF;
- ufficiali di polizia giudiziaria con funzioni ispettive impegnati in sopralluoghi presso aziende;
- personale sanitario impegnato in soccorsi pubblici in ambiente esterno.
MISURE DI PREVENZIONE GENERALE ADOTTATE PER GLI ESPOSTI ED I CONSEGUENTI GLI EFFETTI PER LA SALUTE
I principali effetti negativi causati dalla esposizione a calore sono (fonte: Ministero della Salute che indica sintomi ed eventuali rimedi, riportata integralmente):
Insolazione
È causata da un aumento della temperatura corporea per insufficiente capacità di termoregolazione. Si manifesta per esposizione prolungata alle radiazioni solari, in modo particolare nelle giornate estive molto calde con assenza di vento e radiazione solare intensa. Si possono verificare eritemi o ustioni accompagnate o meno da una sintomatologia da colpo di calore.
Crampi
Sono causati da una perdita di sodio, dovuto alla sudorazione, e ad una conseguente modificazione dell'equilibrio idrico-salino, oppure derivano da malattie venose degli arti inferiori. I crampi si possono verificare negli anziani che assumono pochi liquidi e in persone, anche giovani, che svolgono attività fisica senza reintegrare a sufficienza i liquidi persi con la sudorazione.
Edema
È causato da una ritenzione di liquidi negli arti inferiori come conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata. Un rimedio semplice ed efficace è tenere le gambe sollevate ed eseguire di tanto in tanto dei movimenti dolci per favorire il reflusso venoso, oppure, effettuare delle docce fredde agli arti inferiori, dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno sino alla sommità della coscia.
Congestione
È causata dall'assunzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti, che provoca un eccessivo afflusso di sangue all’addome, che può rallentare o bloccare i processi digestivi. I primi sintomi sono costituiti da sudorazione e dolore toracico.
Disidratazione
È causata da una perdita di acqua dall’organismo maggiore di quella introdotta.
L’organismo si disidrata e incomincia a funzionare male quando:
- è richiesta una quantità di acqua maggiore come in caso di alte temperature ambientali per via della sudorazione;
- si perdono molti liquidi, come in caso di febbre, vomito e diarrea;
- una persona non assume volontariamente acqua a sufficienza in mancanza di stimolo della sete;
- in caso di assunzione di farmaci che possono favorire l’eliminazione di liquidi (per esempio diuretici, lassativi).
I sintomi principali sono sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa.
Effetti sulla pressione arteriosa
Le persone ipertese e i cardiopatici, soprattutto se anziani, ma anche molte persone sane, possono manifestare episodi di diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione eretta.
In questi casi, è consigliabile:
- evitare il brusco passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, che potrebbe causare anche perdita di coscienza;
- non alzarsi bruscamente dal letto, soprattutto nelle ore notturne, ma fermarsi in posizioni intermedie (esempio: seduti al bordo del letto per alcuni minuti) prima di alzarsi in piedi.
Stress da calore
È causato da un collasso dei vasi periferici con un insufficiente apporto di sangue al cervello.
La sintomatologia può insorgere durante un’attività fisica in un ambiente eccessivamente caldo, specie in soggetti non acclimatati, con una ridotta efficienza cardiaca (insufficiente compenso in occasione di una diffusa vasodilatazione periferica) a causa di un diminuito volume sanguigno per disidratazione. Si manifesta con una forte sudorazione, un senso di leggero disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, cefalea, tachicardia e ipotensione, oliguria, confusione, irritabilità.
Se non viene diagnosticato e trattato immediatamente, può progredire fino al “colpo di calore”. Il trattamento d’urgenza consiste nello spostare la persona in un ambiente fresco e, se non è presente nausea, reintegrare i liquidi e favorire il raffreddamento del corpo. Nei casi più gravi, trasportare il paziente al pronto soccorso.
Colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e si manifesta con una ampia gradazione di segni e sintomi a seconda della gravità della condizione.
Può verificarsi quando ci si trova esposti ad una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione. Può manifestarsi all’aperto, in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole.
Il primo sintomo è rappresentato da un improvviso malessere generale, cui seguono mal di testa, nausea, vomito e sensazione di vertigine, fino ad arrivare a stati d’ansia e stati confusionali. Si può avere perdita di coscienza. La temperatura corporea aumenta rapidamente (in 10-15 minuti) fino anche a 40-41° C ed è seguita da un possibile malfunzionamento degli organi interni, che può portare alla morte. In caso di presenza di sintomi del colpo di calore contattare i servizi di emergenza.
Aggravamento di malattie preesistenti
Il caldo intenso può determinare l'aggravamento di malattie preesistenti. Si tratta di sintomi che non arrivano all’attenzione clinica (ad esempio riduzione delle capacità fisiche), a sintomi di maggiore entità, (ad esempio visite dal medico di famiglia), fino ad effetti più gravi che possono determinare il ricorso al Pronto Soccorso e il ricovero in ospedale, o essere così severi da portare alla morte.
L’effetto delle ondate di calore è relativamente immediato, con una latenza di 1-3 giorni tra il verificarsi di un rapido innalzamento della temperatura e il conseguente incremento del numero dei decessi. Inoltre, le ondate di calore cui è associato un effetto più grave sulla salute sono quelle più intense e prolungate e quelle che si verificano all'inizio della stagione estiva, quando la popolazione non ha ancora attivato adeguati meccanismi di adattamento fisiologico al caldo.
Se l’incremento della mortalità associata alle ondate di calore è un fenomeno noto e ben documentato, ancora non del tutto chiariti sono invece i meccanismi biologici che ne sono alla base.
Potenzialmente tutte le patologie croniche espongono a un rischio maggiore di mortalità in presenza di condizioni di caldo estremo.
In particolare, gli studi condotti in diverse città italiane hanno evidenziato che alcune patologie (malattie cardio- e cerebrovascolari, malattie polmonari croniche, disturbi psichici, malattie del sistema nervoso centrale, malattie del fegato e dei reni e malattie metaboliche quali il diabete) aumentano significativamente il rischio di morte in occasione delle ondate di calore, soprattutto nelle persone anziane.
Altre malattie croniche, che comportano una compromissione del meccanismo della termoregolazione, possono aumentare il rischio durante i periodi di elevate temperature: ad esempio, la sclerodermia, nella quale la sudorazione è bloccata per un ispessimento dell’epidermide, e la fibrosi cistica, in cui l’eccessiva sudorazione può causare disidratazione e insufficienza circolatoria. In generale infine viene considerata associata a un aumento del rischio dell’esposizione al caldo qualsiasi malattia o condizione che costringe a letto e riduce la capacità delle persone a prendersi cura di sé e a reagire mettendo in atto comportamenti protettivi con un conseguente aumento del rischio legato all’esposizione al caldo.
Alcuni farmaci utilizzati per la cura di diverse patologie, quali asma, scompenso cardiaco, aritmie, ipertensione, diabete, disturbi psichici e neurologici, possono favorire disturbi da calore, interagendo con la risposta fisiologica al caldo o con lo stato di idratazione del paziente. Si consiglia di consultare il proprio medico di famiglia per un eventuale adeguamento della terapia e non sospendere autonomamente terapie in corso.
Fare attenzione a febbre e sintomi, non sempre sono dovuti all'aumento delle temperature.
È importante distinguere tra febbre e innalzamento temporaneo della temperatura corporea dovuto al caldo (ipertermia). Si tratta di ipertermia se, dopo una pausa di almeno mezz’ora in un luogo rinfrescato, la temperatura corporea diminuisce.
Prevenzione
Per prevenire gli effetti sulla salute sopra elencati, sono stati attivati dalle Regioni di competenza nei periodi estivi (indicativamente giugno/agosto, variabile nelle singole regioni) programmi per tutelare la popolazione più a rischio per i danni dovuti alle ondate di calore.
I progetti, promosso dalle singole regioni con la collaborazione di ARPA - Agenzia Regionale Protezione Ambiente, ASL e Medici di Medicina Generale, hanno lo scopo di proteggere i “soggetti fragili”.
Analogamente è stata avviata anche quest’anno la campagna informativa del Governo su come proteggersi dalle ondate di calore:
https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp
A partire dal 2004, il Ministero della Salute ha infatti avviato una serie di iniziative per la prevenzione dell'impatto delle ondate di calore sulla salute della popolazione, ma che anche in questo caso non è rivolto direttamente agli esposti professionali.
l’INAIL ha invece prodotto una breve guida per i lavoratori esposti “Estate Sicura - Caldo e Lavoro” e analogamente sono stati prodotti ulteriori opuscoli informativi per i lavoratori e i datori di lavoro realizzati nell’ambito del progetto Worklimate (CNR, INAIL, USL Toscana, Dipartimento Epidemiologia Regione Lazio).
L’INAIL ha sintetizzato le misure necessari alla tutela lavoratori dai danni da calore in una sua line guida “INAIL - Opuscolo ESTATE SICURA - CALDO E LAVORO: Guida breve per i lavoratori”:
Riporto poi a seguire, gli Opuscoli informativi, editi da Worklimate opuscoli informativi per i lavoratori e i datori di lavoro e linee guida riassuntive
IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Gli strumenti di identificazione includono l’utilizzo di piattaforme previsionali di allerta da caldo specifiche per i lavoratori, come ad esempio quella di Workclimate
https://www.worklimate.it/scelta-mappa
in grado di fornire previsioni personalizzate sulla base dell’attività fisica svolta dal lavoratore e dell’ambiente di lavoro (ad esempio esposizione al sole o in zone d’ombra), oppure di alcuni indici semplificati, disponibili e che richiedono la sola conoscenza di temperatura e umidità dell’aria, valutabili con l’utilizzo di un termoigrometro sul luogo di lavoro.
Sul Portale Agenti Fisici alla sezione microclima
https://www.portaleagentifisici.it/
sono disponibili strumenti di calcolo che consentono la stima previsionale del rischio microclima in relazione a differenti attività lavorative e scenari espositivi.
LAVORI IN APPALTO: anche nel caso di appalto di lavorazioni, i committenti sono responsabili del rispetto delle norme per la prevenzione e protezione della salute e sicurezza dei lavoratori, tenendo conto anche del rischio associato al caldo, con particolare riferimento agli interventi di primo soccorso;
FORMAZIONE (oltre che per i lavoratori, si raccomanda anche la formazione specifica al preposto sui rischi per i lavoratori legato allo stress termico e sulle strategie di prevenzione e mitigazione);
STRATEGIE DI PREVENZIONE E PROTEZIONI INDIVIDUALI PER I LAVORATORI (consigli per idratazione, abbigliamento);
RIORGANIZZAZIONE DEI TURNI DI LAVORO;
MESSA A DISPOSIZIONE ACCESSIBILI AREE OMBREGGIATE PER LE PAUSE;
MIGLIORARE L’ACCLIMATAZIONE DEI LAVORATORI (sono necessari dai 7 ai 14 giorni per raggiungere uno stato di acclimatazione (di più nel caso in cui il lavoratore stia assumendo determinati farmaci o sia affetto da patologie croniche;
REALIZZAZIONE DEL “SISTEMA DEL COMPAGNO” (promuovere il reciproco controllo dei lavoratori, soprattutto in momenti della giornata caratterizzati da temperature particolarmente elevate o, in generale, durante le ondate di calore;
PIANIFICAZIONE E RISPOSTA ALLE EMERGENZE (tutti i lavoratori devono essere messi a conoscenza del piano e devono essere in grado di riconoscere i sintomi legati allo stress termico);
MISURE SPECIFICHE PER I LUOGHI DI LAVORO IN AMBIENTI CHIUSI (particolare attenzione va data ai lavoratori affetti da alcune patologie croniche che aumentano il rischio di effetti avversi del caldo, come individuati dal medico competente, che sottoporrà i lavoratori a sorveglianza specifica per tale rischio).
PERICOLI DERIVATI DA ESPOSIZIONE A RADIAZIONI SOLARI ULTRAVIOLETTE CANCEROGENE: RISCHIO MELANOMA
I lavori svolti all’esterno possono esporre a rischio di insorgenza di melanoma o altri tumori maligni della cute o delle mucose, rischio aggravato nei soggetti più predisposti anche individuati dal Medico competente ed in particolare in soggetti con:
- familiarità di primo grado per il melanoma;
- fototipo basso, (fototipo uno e due che caratterizza persone a maggior rischio di tumori della pelle ed in particolare: pelle chiara, presenza di efelidi diffuse, occhi chiari, aggravato in caso di capelli biondi…);
- età maggiore di cinquanta anni;
- residenza in territori climaticamente esposti a frequenti precipitazioni nevose, (la neve fa effetto specchio ed amplifica la radiazione UV);
- residenza in zone marittime ove l'indice universale di radiazione ultravioletta solare (UV index) è più alto.
Le misure di prevenzione specifica da adottare in azienda, ai sensi dell’articolo 28 comma 2 del D.Lgs. 81/08, per prevenire i rischi da shock climatico ed esposizione ad UV cancerogeni, definite sulla base delle indicazioni ministeriali e regionali e tenendo conto delle indicazioni specifiche del Ministero della Salute, sono le seguenti:
- richiesta al Medico Competente di avere indicazioni sulla presenza di soggetti ipersensibili esposti a rischio, che presentano controindicazione ad effettuare attività in esterno in caso di condizioni climatiche estreme;
- verificare le previsioni climatiche per individuare le giornate con clima più accettabile per attività non urgenti o giornate con previsioni di emergenze climatiche: in caso di previsioni di eventi climatici estremi quali piogge violente con rischio esondazioni, tempeste di vento, cicloni a carattere tropicale occorre vietare le trasferte;
- regolamentazione degli orari di attività in esterno, limitati, quanto possibile, alle prime ore del mattino;
- in emergenza climatica da calore esclusione degli orari di lavoro dalle 14 alle 16/17 per le attività a rischio, secondo le disposizioni delle singole Regioni;
- fornitura di copricapo con protezione parasole anteriore per il volto e posteriore per il collo e indumenti traspiranti in cotone, possibilmente chiaro, anche al fine di protezione delle radiazioni solari e, di conseguenza, prevenire il rischio di insorgenza di melanoma;
- indicazioni per non lavorare a dorso nudo;
- fornitura di creme solari a protezione totale per proteggere le parti del corpo non coperte da indumenti;
- fornitura di occhiali di protezione anti-attinica con marchio CE (all'interno delle aste) e la dicitura UV400: questo livello di protezione garantisce il blocco totale delle radiazioni UVA e UVB;
- posteggiare, quando possibile, l’autoveicolo all’ombra;
- fornitura di acqua fresca e, eventualmente, di integratori salini, dando indicazione di bere frequentemente anche in assenza di stimolo della sete: durante una moderata attività in condizioni moderatamente calde, bere circa 1 bicchiere di acqua ogni 15 - 20 minuti;
- non bere mai alcoolici;
- utilizzare l’acqua fresca anche per rinfrescarsi volto e capelli;
- escludere il lavoro in solitario e realizzazione del “sistema del compagno”: promuovere il reciproco controllo dei lavoratori soprattutto in momenti della giornata caratterizzati da temperature particolarmente elevate o, in generale, durante le ondate di calore;
- effettuare, ove possibile, pause in ambienti non esposti alla luce solare diretta, ombreggiati e se possibile ventilati;
fornire ai lavoratori materiali informativi quali “le 10 regole per la protezione dal rischio calore” ed Informare i lavoratori sui sintomi a cui prestare attenzione, come indicato nella pubblicazione del ministero della salute e sulle procedure di emergenza da adottare
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/ondate-di-calore/dieci-consigli-utili/
agosto 2026